La psoriasi è una malattia cronica multifattoriale autoimmune infiammatoria la cui genesi dipende da fattori genetici, ambientali e comportamentali: l’alimentazione è una tessera di un complesso puzzle.
Questa patologia della pelle coinvolge, in Italia, più di 1 milione di persone e, nonostante la natura benigna, è spesso correlata al sovrappeso/obesità.
Recenti evidenze suggeriscono come la psoriasi si possa considerare una malattia sistemica a cui possono associarsi malattie infiammatorie croniche intestinali, patologie oculari, malattie metaboliche, malattie cardiovascolari e disturbi psicologici.
Il rapporto causale tra la psoriasi e il sovrappeso/obesità sembra essere determinato dall’infiammazione cronica di basso grado che caratterizza l’obeso. È un primo segnale che evidenzia quanto possa essere fondamentale prestare attenzione all’alimentazione per gestire la psoriasi che, nei casi più gravi, può portare anche a sanguinamento, pustole, febbre e infiammazioni articolari.
Essendo questa patologia data da un’infiammazione cronica di basso grado dell’organismo, anche soggetti non in sovrappeso spesso affetti da questa patologia possono ottenere notevoli miglioramenti con un’adeguata alimentazioni antinfiammatoria.
L’asse intestino-pelle
Ma come agisce esattamente il cibo sulla nostra cute? La risposta risiede nel profondo legame tra l’intestino e la pelle. Un’alimentazione sbilanciata altera il nostro microbiota intestinale e favorisce la permeabilità dell’intestino. Quando la barriera intestinale non funziona correttamente le molecole pro-infiammatorie entrano in circolo scatenando o peggiorando la risposta autoimmune, che si manifesta poi sulla pelle sotto forma di placche psoriasiche.
Alimentazione:
Alimenti da evitare
Per tenere sotto controllo i livelli di infiammazione cellulare è bene limitare:
- cereali raffinati
- zuccheri
- cibi pronti
- salumi e insaccati
- eccesso di sale
- bibite gassate
Questi alimenti sono infatti i principali responsabili dei picchi glicemici e dell’aumento dei livelli di insulina, fattori che stimolano direttamente la produzione di citochine pro-infiammatorie. I cibi ultra-processati, inoltre, sovraccaricano il fegato e mantengono costantemente “acceso” lo stato infiammatorio del corpo.
Alimenti da preferire
Al contrario, per spegnere l’infiammazione è consigliato arricchire la dieta con:
- cereali senza glutine come riso, grano saraceno e quinoa
- olio evo
- semi oleosi (noci, mandorle, nocciole)
- pesce (salmone, aringhe per il loro contenuto di omega 3)
- vegetali come risorse di fibre
Ognuno di questi alimenti ha uno scopo terapeutico preciso. I cereali naturalmente privi di glutine sono spesso consigliati perché, in molti soggetti sensibili, il glutine può esacerbare l’infiammazione intestinale. I grassi buoni, come quelli dell’olio extravergine d’oliva e gli omega 3 del pesce, agiscono come potenti “spazzini” dell’infiammazione riducendo rossore e prurito. Infine le fibre dei vegetali sono il nutrimento essenziale per mantenere sano il nostro microbiota.
Con un programma nutrizionale personalizzato secondo le esigenze specifiche si può alleviare la patologia e le recidive della stessa. Non esiste infatti una dieta standard uguale per tutti ma un percorso mirato che ripristini l’equilibrio partendo dall’interno.
Dott.ssa Dalila Miceli
