Reflusso gastroesofageo: cause, sintomi e perché peggiora al cambio di stagione

09 Apr

Il reflusso gastroesofageo è un problema che si riscontra in maniera piuttosto frequente tra la popolazione, soprattutto nell’età adulta, che genera sintomi fastidiosi quali compromettono la qualità del benessere del soggetto che ne soffre.

La statistica ci suggerisce che almeno il 15% della popolazione nei paesi più sviluppati soffre di questo problema.
Le cause scatenanti il reflusso gastroesofageo sono da ritrovarsi sia in fattori genetici sia in fattori infiammatori del tratto esofageo, ma soprattutto nello stile di vita e nell’alimentazione della persona: ciò incide molto sulla salute intestinale!

Mangiare in maniera sregolata, mangiare cibi eccessivamente infiammatori e che irritano la barriera del tubo digerente, mangiare senza rispettare gli orari, lo stress cronico, la mancanza di attività fisica, il sovrappeso e l’obesità, l’abitudine di coricarsi subito dopo i pasti: sono tutte cause alla base del reflusso gastroesofageo e della cattiva cura del proprio intestino, che possono portare nel tempo a una disregolazione della normale composizione della flora microbica intestinale con proiezione verso i fenomeni di SIBO (Sovraccrescita Batterica Intestinale).

La SIBO è tra i primi fattori che possono causare problemi di cambiamento del pH a livello dell’apparato digerente, di ipocloridria, con successive ripercussioni sul contenuto anche nelle vie digerenti superiori.
Purtroppo anche il cattivo utilizzo dei farmaci inibitori della pompa protonica gastrica, gli antiinfiammatori e gli antibiotici usati in maniera non controllata, e inoltre la presenza eventualmente dell’ernia iatale, sono tutti fattori che determinano il transito non controllato del contenuto gastrico a livello dell’esofago.

COME SI PRESENTA IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO?

I sintomi che si riscontrano sono molteplici.

  • Si può avvertire il senso di bruciore all’interno del torace, in corrispondenza del livello sotto sternale
  • Rigurgito acido a livello buccale
  • Difficoltà a deglutire le pietanze sia liquide che consistenti per il fastidio a cui si accompagn bruciore a livello della gola,
  • Laringite tosse persistente con risalita di acido
  • Esofagite
  • Addirittura in alcuni casi ulcerazioni dell’esofago con emorragie e riduzione della qualità del tono della voce.

Quest’ultimo problema si presenta soprattutto perché il materiale che risale dallo stomaco nel tubo esofageo possiede un pH abbastanza basso, quindi acido, in quanto sono anche presenti i succhi acidi gastrici, che sono compatibili nell’ambiente gastrico ma non in quello esofageo.

PERCHÉ PEGGIORA CON IL CAMBIO DI STAGIONE?

La gastrite peggiora con i cambi di stagione principalmente a causa di variazioni ormonali e dello stress metabolico che il corpo subisce.
La variazione di luce e temperatura stimola una maggiore produzione di cortisolo (l’ormone dello stress), che aumenta l’acido gastrico, aggravando infiammazioni come gastriReflusso gastroesofageo: cause, sintomi e perché peggiora al cambio di stagioneti e ulcere.

Ecco i fattori principali del peggioramento:

  • Aumento del cortisolo: le ore di luce variabili stimolano la produzione di ormoni come il cortisolo che aumentano l’acido cloridrico nello stomaco.
  • Stress metabolico e immunitario: il corpo indebolisce le proprie difese in risposta ai cambiamenti climatici rendendo la mucosa gastrica più vulnerabile, specialmente all’azione dell’Helicobacter pylori.
  • Cambiamento delle abitudini: con il cambio di stagione cambiano l’alimentazione e i ritmi di vita, influenzando la digestione.
  • Adattamento climatico: lo stomaco è sensibile ai cambiamenti di temperatura che possono rallentare il transito gastrico.

Consigli per alleviare i sintomi:

  • Adottare un’alimentazione leggera, privilegiando cibi di stagione e riducendo grassi, fritti, alcol e caffè.
  • Gestire lo stress con attività rilassanti o esercizio fisico blando.
  • Evitare di coricarsi subito dopo i pasti (aspettare almeno 3 ore).
  • Utilizzare se necessario tisane calmanti come camomilla, malva o finocchio.

Oltre a tutte le regole menzionate ricordati che la masticazione lenta che svolge un’importante funzione nel miglioramento della digestione riducendo la sintomatologia associata al reflusso. Tengo a precisare che l’abbinamento di queste modifiche nutrizionali alla giusta attività fisica consente di ottimizzare i risultati nel trattamento per il reflusso, non solo nella fase acuta ma anche in maniera continuativa.

Dott.ssa Dalila Miceli

Salute e benessere