Soia: proprietà, benefici e controindicazioni

10 Set

La comunità scientifica si divide in due quando si parla di soia: alcuni sono a favore del suo consumo, altri sono contrari. Con questo articolo ti spiegherò le proprietà e le controindicazioni di questo alimento.

La soia è un legume, fa parte della famiglia dei fagioli e delle lenticchie, ed è originaria dell’Asia orientale, dove viene coltivata e consumata da millenni. Come tutti i legumi, anche la soia è ricca in proteine vegetali di alto valore biologico (contiene infatti tutti gli amminoacidi essenziali, una caratteristica rara nel mondo vegetale), non contiene colesterolo, ha parecchie fibre e minerali (calcio, fosforo, potassio) importanti per la nostra salute.

La ritroviamo nella composizione di bevande vegetali, salse, sottoforma di fagioli (edamame), sottoforma di alimenti fermentati come tempeh, tofu e miso.

Proprietà

Ecco un breve elenco delle principali proprietà della soia, grazie alle molecole in essa contenute:

  • aiuta la regolarità intestinale, la glicemia e il colesterolo, grazie alla fibra e alle lecitine contenute (che contribuiscono attivamente a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue).
  • aiuta a combattere i disturbi della menopausa, grazie agli isoflavoni, molecole simili agli estrogeni.
  • aumenta la protezione antitumorale (in alcuni casi): uno studio di laboratorio apparso sulla rivista del National Cancer Institute ha evidenziato come la molecola genisteina sia un probabile agente anti tumorale presente nella soia. La genisteina sembra in grado di interferire con la produzione delle proteine protettive delle cellule cancerogene.
  • protegge le ossa: nella soia troviamo un altro isoflavone chiamato daidzeina che aiuta a prevenire la decalcificazione ossea. Inoltre, 250 grammi di soia forniscono circa il 50% del fabbisogno giornaliero di calcio di un adulto.
  • supporta contro la sindrome premestruale: grazie agli isoflavoni genisteina e daidzeina, la soia può influire positivamente sugli sbalzi ormonali presenti prima del ciclo mestruale e dei conseguenti cambiamenti d’umore.
  • fornisce un elevato apporto di vitamine del gruppo B, fondamentali per il metabolismo energetico e per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

Controindicazioni

Se consumata in eccesso, le stesse molecole positive possono dare spiacevoli controindicazioni. Ecco le principali controindicazioni all’utilizzo della soia:

  • i fitoestrogeni vanno consumati con cautela in gravidanza e nei primi anni di vita, poiché potrebbero interferire con il corretto sviluppo delle ghiandole endocrine e la loro regolazione.
  • aumento delle possibilità di rischio di tumore al seno (estrogeno-dipendente): date le caratteristiche degli isoflavoni, il consumo della soia e dei suoi derivati è sconsigliato alle donne che hanno sviluppato questo tipo di cancro o hanno una predisposizione familiare allo stesso.
  • interferenza nella funzionalità tiroidea: i fitoestrogeni sono sconsigliati in presenza di una patologia tiroidea, in quanto possono agire come gozzigeni, ostacolando la corretta assimilazione dello iodio.
  • presenza di patologie ginecologiche: i casi in cui è necessaria cautela nell’utilizzo di soia sono, per esempio, endometriosi, fibromi o tumori all’endometrio.
  • interferenza con farmaci: per esempio il warfarin ed il tamoxifene. Nel dubbio, chiedi al tuo medico prima di assumere prodotti o integratori a base di soia.
  • diminuzione dell’assorbimento di minerali quali ferro, calcio, magnesio: l’acido fitico contenuto nella soia, soprattutto nella buccia del seme, è in grado di chelare microelementi, impedendone l’assorbimento da parte dell’organismo. L’utilizzo di un adatto periodo di ammollo oppure di prodotti fermentati quali tofu o miso o tempeh diminuisce l’azione dei fitati.
  • presenza di inibitori della proteasi: la soia cruda contiene sostanze antinutrizionali che ostacolano la digestione delle proteine, motivo per cui i fagioli di soia edamame devono sempre essere consumati previa un’adeguata cottura.
  • presenza di OGM: circa il 90% della soia coltivata è geneticamente modificata, ed è tollerata per legge una percentuale di inquinamento OGM anche nella soia biologica. Gli effetti di un’alimentazione a base di OGM (organismi geneticamente modificati) sul lungo termine non sono ancora del tutto identificati.

Sì o no?

Concludendo, in una sana alimentazione consiglio di utilizzare la soia in modo parsimonioso e proveniente da agricoltura biologica per scongiurare il rischio di OGM. In particolari pazienti o in situazioni cliniche consiglio di escludere dall’alimentazione la soia e i suoi prodotti. Per limitare ulteriormente gli effetti antinutrizionali e massimizzare i benefici, il suggerimento è di prediligere sempre le forme fermentate (come tempeh e miso) rispetto ai prodotti ultra-processati a base di proteine isolate di soia.


Dott.ssa Dalila Miceli

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